Finché il libro va… lascialo andare!

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Ma applicagli un’etichetta: questa.

Oggi si parla di bookcrossing. Se non sapete di che si tratta, facciamo presto a spiegarlo.

Avete appena fatto le pulizie in soffitta e avete rinvenuto, insieme alle foto di vostro padre in tenuta da scolaretto compìto con la riga in mezzo, tanti libri polverosi e desueti, la cui vetusta rilegatura mal si intonerebbe con il nitore laccato della vostra nuova libreria in eco-betulla coltivata e coi reggilibri in alluminio metallizzato di avveniristico design?

La vostra prozia di quarto grado vi ha appena fatto lascito di tutto il suo scaffale di Harmony sospirosi e ammiccanti? Siete seguaci del  Feng Shui, per cui ogni tanto vi mettete a fare pulizie di portata esistenziale per far rifluire l’energia, cosicché per ogni mensola rimpinguata di libri nuovi ce n’è una sgombrata di libri vecchi che devono prendere la strada del macero?

Per tutti questi motivi, non dovreste darvi al bookcrossing. Non è vero, ovviamente. Sareste perfettamente legittimati, anche se mi piace immaginare motivazioni più nobili di quella di sbarazzarvi senza rimpianti di libri che odiate, che trovate mediocri, o che non sapete più dove mettere. Spererei che foste animati dal desiderio di condividere i libri che più avete amato – non dicono che l’amore vero è quello che lascia liberi? – che hanno nutrito la vostra mente, riempito i vostri cuori, ispirato le vostre emozioni. Ma se anche non fosse così, pazienza. Non se ne accorgerebbe nessuno, al massimo a qualcuno potrebbe sorgere qualche dubbio, vedendovi arrivare con un carrello pieno di libri di Moccia.

Del resto, se per voi fosse troppo difficile separarsi dai vostri libri, potreste scambiare solo quelli che possedete in duplice copia, magari frutto di una romantica unione di librerie, ve lo auguro: le affinità “letturali” non sono cosa tanto facile a trovarsi.

Una volta scelto il libro, non vi rimane che andare sul sito http://www.bookcrossing.com/, registrarlo, scaricare e stampare un’etichetta da apporre al libro e fare sapere a tutti che state per liberarlo. Poi divertitevi a scegliere il posto dove lasciare il libro. Esistono anche delle zone bookcrossing ufficiali, e sul sito c’è tanto di elenco da consultare per partire subito a caccia di libri, andando a colpo sicuro! Vi sembra una trafila lunga?

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Vi dico che io ho già liberato il mio primo libro, in piazza Maggiore su una delle sedie del Cinema sotto le Stelle, e nel giro di pochissimi minuti, mentre mi allontanavo dalla piazza dopo la proiezione, non c’era già più. Speriamo di avere notizie. Ah, forse l’avevate capito, davano Divorzio all’italiana.

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2 thoughts on “Finché il libro va… lascialo andare!

  1. anch’io trovai un libro su una panchina in un parco una volta… e c era un messaggio per il prossimo lettore…

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